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16 dicembre 2014

Quando il coniglio fa i bisogni in giro per casa

Il coniglio è un animale molto pulito e non necessita di cure particolari. Fin da piccolo, se ben socializzato e rimasto con la propria mamma per il tempo sufficiente, è portato a lasciare i propri bisogni negli angoli, il che rende abbastanza semplice l'introduzione della lettiera, come cassetta igienica, per un utilizzo quotidiano (molte lettiere vendute nei negozi per animali infatti hanno proprio una forma ad angolo, per adattarsi meglio a gabbie, recinti e postazioni domestiche). Tuttavia il coniglio utilizza feci e urine non solo per eliminare le scorie introdotte col cibo, ma anche per esplorare e marcare il territorio e per rendere più familiare e confortevole l'ambiente che lo circonda. Vediamo in quali occasioni e perché si comporta in questo modo e come rimediare al problema.


L'arrivo a casa: questione di esplorazione

Appena portato a casa, indipendentemente dal fatto che sia cucciolo o adulto, il coniglio dovrà conoscere e familiarizzare con il nuovo ambiente, con le stanze in cui gli sarà permesso accedere e con il suo alloggio e la sua postazione e uno dei modi che lo aiuteranno a farlo sarà marcare il territorio, costellandolo di palline e probabilmente anche di urina, per lasciarvi impresso il proprio odore, a indicare che quel territorio è occupato da lui. Potrebbe essere utile in un primo periodo lasciare a disposizione del coniglio più di una lettiera, posizionandone ciascuna nei punti dove l'animale predilige sporcare.
Una volta esplorati e marcati gli ambienti e le zone in cui potrà gironzolare, la marcatura territoriale tenderà a ridursi e il coniglio tenderà a lasciare i propri bisogni nella lettiera a lui dedicata, almeno fino al momento dello sviluppo.

Lo sviluppo sessuale e la sterilizzazione

Con lo sviluppo sessuale, che avviene tra i 3 e i 6 mesi, il cervello del coniglio diventa oggetto di un bombardamento ormonale che può influire sul suo comportamento. Una delle conseguenze che gli ormoni della sessualità e della territorialità possono produrre infatti è quella che il coniglietto cominci a sporcare fuori dalla cassetta igienica, disseminando di palline il pavimento, i divani e qualsiasi altro luogo su cui poggi le zampe, ma anche a marcare con urina a spruzzo o a pozzanghera pavimenti, muri, oggetti e talvolta anche altri animali o persone.
È importante capire che per il coniglio la fase dello sviluppo è un momento della crescita che non può controllare e che rappresenta per lui una grande fonte di stress, per questo motivo qualsiasi rimprovero, punizione o privazione di libertà non sarebbero solo inutili, ma anche controproducenti, perché genererebbero nel coniglio frustrazione, ancora più stress e spesso anche altri "problemi comportamentali".
L'unico modo per risolvere il problema delle marcature e ripristinare l'equilibrio e il benessere psicofisico del coniglio è la sterilizzazione, un intervento chirurgico con cui nel maschio si asportano i testicoli e nella femmina l'utero e/o le ovaie, eliminando la fonte di produzione ormonale. Il coniglio, dopo la sterilizzazione, non sentirà più così spiccatamente l'esigenza di marcare il territorio con feci e urine, perciò ne conseguirà anche una ritrovata semplicità nella gestione e cura domestica.

Dopo la sterilizzazione

Dopo l'intervento sono rari i casi in cui l'animale può tornare o continuare a sporcare al di fuori della cassetta igienica. Gli ormoni vengono completamente smaltiti dal sangue in media in circa 30 giorni. Durante questo periodo, gli episodi di marcatura territoriale vanno generalmente riducendosi fino a scomparire del tutto.
Se persisteranno situazioni di forte marcatura dopo l'intervento, allora i motivi non saranno più da ricercare nell'influenza degli ormoni, ma piuttosto in un disagio ambientale o relazionale dell'animale e per risolvere questo tipo di problemi potrebbe essere utile rivolgersi a un esperto del comportamento.

In ogni caso è bene ricordare che soprattutto le feci hanno non solo la funzione di marcare il territorio ma anche quello di renderlo più riconoscibile e confortevole, quindi, anche dopo l'intervento di sterilizzazione, sarà comunque possibile trovare qualche pallina fuori dalla cassetta igienica, seppure nelle immediate vicinanze. La quantità sarà tuttavia talmente esigua da non causare disagi o fastidi nell'ambito della quotidiana gestione domestica della casa.

Quale materiale per la lettiera?

Il materiale da lettiera più utilizzato e più pratico è il pellet da stufe: assorbente, inodore, di facile pulizia e reperibilità ed economico. L'ideale è il pellet di faggio al 100%, perché privo di sostanze potenzialmente tossiche o nocive per il coniglio. I pellet di abete o quelli misti possono andare comunque bene, a patto che il coniglio non ne ingerisca i pezzetti e che la cassetta igienica sia collocata in una zona normalmente areata della casa (una comune stanza abitabile, per intenderci).
Altre tipologie di materiale da fondo sono la segatura, la fibra di cocco, la cellulosa, la paglia o scagliette di legno.
Da evitare la sabbia per gatti (troppo abrasiva per le zampe delicate del coniglio), il tutolo di mais (i pezzettini, per le loro piccole dimensioni, possono essere ingeriti o inalati dal coniglio causando problemi respiratori) e qualsiasi materiale aromatizzato (le aromatizzazioni al limone, alla lavanda ecc. sono spesso tossiche per i conigli).

Consigli pratici

Per maggiori informazioni su come insegnare al coniglio a sporcare nella lettiera, consulta l'articolo dedicato. Di seguito forniremo solo sommariamente alcuni consigli pratici.

Raccogliere le palline e metterle nella lettiera

Per educare il coniglio all'uso della lettiera e per ridurre i disagi di gestione e cura nel periodo che precede la sterilizzazione (prima dei 6 mesi l'intervento non viene eseguito perché il coniglio è ancora in via di sviluppo), può essere utile raccogliere le palline di feci lasciate fuori dalla cassetta igienica e porle all'interno della lettiera, in modo da marcarla con gli odori del coniglio e in modo da invogliarlo ad utilizzarla.

Circoscrivere il territorio

Se il coniglio ha a disposizione l'intera casa, può essere utile nelle fasi di marcatura territoriale, circoscrivere lo spazio a sua disposizione, per farlo confondere di meno e risultare meno dispersivi. Una o due stanze potranno essere per il momento sufficienti e in esse andranno collocate una o più lettiere a seconda di dove il coniglio tende a sporcare. La limitazione del territorio tuttavia non dovrà mai arrivare a confinare il coniglio in gabbia. 

Premiare le interazioni positive con la lettiera

Premiare il coniglio con dei bocconcini golosi ad ogni interazione positiva che ha con la lettiera lo aiuterà a creare associazioni positive e piacevoli con la cassetta igienica. I premietti possono consistere in pellet alimentare, chicchi di uvetta passa, spicchietti di carota, pezzettini di frutta di stagione o foglioline di erbe aromatiche come basilico, salvia, prezzemolo e menta.


Articolo a cura di Romy Carminati di Addestrare Conigli
Etologa Relazionale, Educatrice e Mediatrice nell'Interazione e nella Relazione Umano-Coniglio

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12 commenti :

  1. Quando c'era Kicke non ho mai avuto problemi. Era una gatta tranquilla e le piante non le guardava nemmeno. Da quando è entrata in casa Toki abbiamo dovuto mettere in sicurezza parecchie cose, è un uragano quella micina :P
    Il primo anno niente albero ed il secondo ne abbiamo fatto uno piccolino con decorazioni fatte all'uncinetto che magicamente trovavamo per terra XD
    Per quanto riguarda il cibo, una volta s'è mangiata un crostino con i fegatini... ma solo perché la furbetta l'ha rubato di nascosto. Da quella volta stiamo molto attenti. ;)

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  2. Dipende molto dal carattere del gatto. Micio da giovane masticava le lucine dell'albero ed era attratto dai fiocchi. Ivy varie volte ha fregato ornamenti vari del presepio, spessissimo le pecore, ma una volta ha rubato persino un pozzo. Poi, scoperto chi è il pezzo grosso, Ivy ha iniziato a rubare Gesù bambino ^^"

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  3. ahahaha fantastica! XD Noi niente presepe, mai fatto a dir la verità.. altrimenti ora avremmo tutti i personaggi sparsi per casa dato che Toki si diverte moltissimo a fare questi scherzetti.

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  4. mi piace questo articolo, di qualità come i contenuti di questo http://www.addestrareuncane.it

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  5. Sapevo da tempo che non vedono il rosso, che vedono circa 5 volte meglio di noi di notte e che sono "miopi" ma non credevo così tanto.. A volte mi capita di togliermi gli occhiali e pensare: "Toki vede più o meno così" eh ma è un po' meno che più XD

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  6. Io ho un'intolleranza al gatto di 4/5. Trattandosi di intolleranza e non allergia me ne frego allegramente XD ma ho idea che avrei studiato qualcosa in caso fosse allergia perché senza gatto non si vive proprio U_U

    Tempo fa vidi un documentario in cui dicevano che crescendo con un gatto si abbassa notevolmente il rischio di avere altri tipi di allergia.. però non ricordo se era un documentario attendibile o meno. Te ne sai qualcosa?

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  7. A me fa uno strano effetto pensare che i gatti, non vedendo il rosso, vedranno la nostra faccia di un colore verdino :P

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  8. Intolleranza al gatto? Cioè? Cosa cambia dall'allergia?
    Quanto al rischio di sviluppare allergie, pare che mettere i bambini sotto una campana di vetro e isolarli dagli allergeni non li aiuti a prevenire le allergie, anzi! Alcuni studi affermano che i bambini cresciuti con cani e gatti hanno meno probabilità degli altri di esserne allergici. Comunque sia è ancora un dibattito aperto.

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  9. L'intolleranza è una forma di allergia. Credo sia più lieve ma non ne sono sicura.

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  10. Ruggiero Paolicelli21 gennaio 2015 18:28

    Buonasera ho un problema con i pulli dei miei canarini in quanto muoiono dopo circa 10 giorni di vita questo perchè i genitori smettono di nutrirli.Qualcuno sa dirmi il perchè?Grazie.

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  11. Adesso siamo in inverno ed è ancora troppo presto per la riproduzione. Se si riproducono è perché, anziché essere esposti alla luce naturale, sono esposti anche a quella artificiale domestica. Più ore di luce ricevono, più il loro cervello produce una cascata ormonale che li spinge a riprodursi, anche se non è affatto periodo. Dipende dalla luce.
    Se poi le ore di luce non sono costanti, ma un giorno ricevono 14 ore di luce e il giorno dopo solo 9, il loro orologio biologico si sfasa, i tassi ormonali si alternano e può accadere che a livello comportamentale accadano cose strane. Già il fatto di riprodursi in inverno non è una cosa normale.
    Io ti consiglio di esporre i tuoi canarini solo alla luce naturale: in inverno ci sono poche ore di luce e questo induce i canarini a non riprodursi. Questa primavera ne riparliamo e, se ti ricapita il problema dell'abbandono del nido, cerchiamo di capirne la ragione. Per il momento siamo davvero fuori stagione, quindi potrebbe essere questa una delle cause.

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