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1 dicembre 2014

La sterilizzazione del coniglio

La sterilizzazione è importantissima e fondamentale per un coniglio, sia che viva in gruppo, in coppia o da solo. È necessaria per molteplici ragioni validissime: preservare il suo benessere psichico e prevenire patologie gravi, ridurre al minimo lo stress da riproduzione, ridurre o eliminare i problemi comportamentali, contenere la famosa prolificità della specie, prevenire ed evitare l'abbandono dei cuccioli.


Sterilizzare per la salute fisica e mentale del coniglio

Tra i 4 e i 6 mesi i conigli si sviluppano sessualmente e cominciano ad entrare in circolo gli ormoni sessuali che portano all'animale tanto stress e possono arrecare per i partner umani qualche difficoltà nella gestione domestica e relazionale.
I maschi pensano alla riproduzione ogni istante della loro giornata e nella quasi totalità dei casi traducono questo pensiero ossessivo in atteggiamenti di monta di oggetti, arti umani o mobilio e nella marcatura del territorio con feci e urina. Talvolta possono anche sfogare lo stress ormonale da riproduzione rosicchiando o scavando intensivamente e compulsivamente o manifestando aggressività verso gli altri animali di casa e anche i partner umani, con soffi, ringhi, agguati, graffi e morsi.
Le femmine tendono a diventare aggressive, mordaci e spesso nervose. Molto spesso possono andare incontro a pseudo-gravidanze, chiamate anche gravidanze isteriche, durante le quali producono il latte e si strappano il pelo per costruire il nido che dovrebbe ospitare i piccoli. Tutto ciò accade, però, anche se non sono davvero gravide, provocando naturalmente fortissimi stress psicologici. Le coniglie femmine, sebbene abbiano due cicli estrali annuali particolarmente intensi, sono animali ad ovulazione indotta, il che significa che in ogni momento sono disponibili all'accoppiamento e possono restare gravide. Questa fortissima e costante stimolazione ormonale, oltre che portare alle gravidanze isteriche di cui sopra, mette a durissima prova il fisico della coniglia, che per questo motivo ha una probabilità di sviluppare tumori e infezioni superiore all'80% dopo i due anni di età.
Sterilizzare rappresenta, sia per il maschio che per la femmina, un'importante scelta d'amore che riduce la possibilità di formazione di patologie gravi, offre un migliore benessere psicofisico all'animale e risolve al contempo anche una serie di disagi per noi partner umani. Un solo atto, molti benefici. Ai primi segnali dello sviluppo è consigliabile recarsi dal veterinario, che deve essere esperto in animali esotici, per valutare con lui o lei se e quando è meglio intervenire sul coniglio, a seconda del suo stato di salute generale. Se non sapete già a chi rivolgervi, potete cercare un veterinario esperto in esotici sulla nostra mappa, oppure scaricare gratuitamente l'app Android che vi permette di localizzare velocemente il veterinario più vicino a voi.

Sterilizzare per controllare il numero di conigli

Premessa la caratteristica della femmina di restare gravida ad ogni accoppiamento, in qualsiasi momento dell'anno, una coppia di conigli non sterilizzati non dà vita a un solo bel coniglietto: in media la femmina dà alla luce dai 4 ai 10 coniglietti per parto. Inoltre, essa può rimanere gravida già 24 ore dopo il parto e la gestazione (il periodo da quando rimane gravida a quando partorisce) va dai 28 ai 35 giorni, il che significa che può partorire anche una volta al mese.
Dati questi presupposti, la sterilizzazione si fa non solo auspicabile, ma indispensabile se in casa si accoglie una coppia di conigli maschio-femmina. Occorre fermarsi e riflettere bene sulle conseguenze che deriverebbero dall'accoppiamento dei due pelosi: si hanno il tempo, la voglia, lo spazio, le energie e le risorse anche economiche per prendersi cura di circa (potenzialmente) un'ottantina di cuccioli all'anno? Si è in grado di garantire loro una sistemazione adeguata?

Sterilizzare per combattere l'abbandono

Purtroppo, per la mancata conoscenza dei cambiamenti di carattere da parte del peloso che da adorabile pallina di pelo si trasforma in coniglio mannaro per via dello sviluppo sessuale, poiché morsi, spruzzi di pipì e artistici disegni di palline di feci non sono apprezzati, poiché far accoppiare ogni tanto il proprio orecchiuto sembra smorzare il senso di colpa del tutto umano per l'astinenza sessuale, poiché sterilizzare/castrare il proprio coniglio sembra essere per alcuni un torto troppo grande e un atto che va contro natura, oggigiorno ci sono sempre più conigli che vengono abbandonati.
Chi si lamenta perché il coniglio è cresciuto di dimensioni; chi perché il coniglio fa pipì sul divano, chi perché lascia palline di feci ovunque, chi perché è stato morso, chi perché si vergogna di avere un coniglio che gli monta la gamba mentre ha ospiti in salotto, chi perché il coniglio ha rosicchiato il cavo del carica batteria dell'iPhone, chi perché la coniglia è nervosa e gli soffia contro. Il coniglio è il terzo animale più diffuso nelle nostre case, dopo cane e gatto. Ed automaticamente è diventato il terzo animale più abbandonato.
Non far riprodurre il tuo coniglio solo per alimentare il commercio di cuccioli nei negozi o per accrescere il numero di conigli in cerca di casa! Ci sono tante associazioni in Italia che si occupano del recupero di coniglietti nati e poi abbandonati da chi non poteva permettersi di tenerli e accudirli. Queste associazioni si fanno carico dell'irresponsabilità e dell'egoismo altrui. Salvano da morte certa centinaia di conigli.

L'intervento: prima, durante e dopo

L'intervento di sterilizzazione in sé dura pochi minuti e in meno di un quarto d'ora il coniglio viene addormentato tramite anestesia, operato e si risveglia. L'anestesia può avvenire tramite iniezione oppure tramite inalazione di gas. La seconda, meno invasiva, presenta normalmente minori rischi. Per i maschi l'intervento è più rapido e meno invasivo, poiché avviene esternamente; per le femmine è più invasivo, poiché occorre intervenire all'interno. A seconda dell’età e delle condizioni di salute della coniglia, sarà il veterinario a suggerire o optare per l’asportazione delle sole ovaie oppure di tutto l’utero. I punti di sutura sono normalmente riassorbibili, così da ridurre le operazioni post operatorie di medicamento e quindi permettere al coniglio di riprendersi con più tranquillità.
Prima dell'intervento il coniglio NON deve rimanere a digiuno (in nessuna circostanza il coniglio deve mai restare a digiuno!). Sono auspicabili una visita generale e degli esami del sangue per scoprire eventuali allergie o condizioni che potrebbero rappresentare un rischio di complicazioni durante l’intervento.
Dopo l'operazione, il coniglio può riprendere le normali attività, anche se sarà un po' provato e molto probabilmente avrà dei dolori. Andrà tenuto al caldo; il suo giaciglio dovrà essere mantenuto pulito e asciutto. Qualora il coniglio non dovesse avere appetito e non mangiasse da solo, sarà necessario procedere con l'alimentazione forzata, imboccandolo tramite una siringhetta privata di ago e Oxbow Critical Care (un preparato alimentare apposito) e gli si dovranno somministrare antibiotico e antidolorifico per il tempo consigliato dal veterinario (normalmente circa 5/6 giorni).
Trascorsa la prima settimana di convalescenza, durante la quale il coniglio va tenuto sotto attenta osservazione, ma anche lasciato tranquillo per farlo riprendere del tutto, le normali attività potranno riprendere serenamente.


Articolo a cura di Romy Carminati di Addestrare Conigli,
Etologa Relazionale, Educatrice e Mediatrice nell'Interazione e nella Relazione Umano-Coniglio

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