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29 maggio 2012

Gatti: genetica dei colori di base

In questo articolo si parlerà dei colori di base del mantello dei gatti e della loro genetica. Verranno trattati i colori eumenlanistici quali nero, blu, chocolate, lilac, cinnamon e fawn. In questo articolo non tratteremo il rosso e il cream, poiché sono codificati da geni legati al sesso e quindi meritano un discorso a parte. La genetica del colore rosso è comunque già stata trattata e per un approfondimento si rimanda all'articolo nel link. Per chi non conoscesse le denominazioni dei colori dei gatti, consigliamo prima la lettura dell'articolo sui colori del mantello dei gatti.

Nero, chocolate e cinnamon

Il nero, il chocolate e il cinnamon sono i tre colori eumelanistici dei gatti. Il nero è sicuramente il più comune ed è codificato dal gene B (Black), che fa sì che le cellule alla base del pelo producano una sostanza chiamata eumelanina. L'eumelanina è sensibile al calore: più la zona è fredda, più il colore nero è intenso e scuro. Questo spiega perché, nei gatti a pelo lungo, la radice del pelo sia sempre più chiara rispetto alla punta, dove la temperatura è minore. Lo stesso vale per le zone del corpo più fredde: muso, zampe, orecchie e coda sono le zone più periferiche e fredde del corpo, zone dove la colorazione è più intensa.
Il gene B è dominante su b, responsabile della colorazione chocolate, che a sua volta è dominante su b1, gene che determina la colorazione cinnamon. L'ordine di dominanza è B > b > b1: significa che ciascuno di questi geni in omozigosi presenterà fenotipicamente, rispettivamente il nero, il chocolate e il cinnamon, ma in eterozigosi il colore manifestato sarà quello dominante tra i due.

BB = nero
Bb = nero portatore di chocolate
Bb1 = nero portatore di cinnamon
bb = chocolate
bb1 = chocolate portatore di cinnamon
b1b1 = cinnamon

La diluizione: blue, lilac e fawn

Il nero, il chocolate e il cinnamon, possono presentarsi nella loro forma diluita rispettivamente con il blue, il lilac e il fawn. Perché avvenga una diluizione del colore deve essere presente il gene d nella sua forma recessiva, accostato al gene B: il gene della diluizione agisce sul gene del nero e lo trasforma per epistasi in blue. Il gene D nella sua forma dominante non provoca diluizione, come non la provoca in eterozigosi Dd. Per avere un gatto con colore diluito è necessario che il gene sia presente in omozigosi nella sua forma recessiva dd. Quindi, per esempio mantenendo come esempio il gene B e variando il D avremo:

BB DD = nero
BB Dd = nero
BB dd = blue

Il principio della diluizione che qui abbiamo applicato al nero si applica allo stesso modo anche al chocolate e al cinnamon. Non staremo quindi a ripetere lo schema. Vediamo invece come varia il colore eumelanistico quando si accosta al gene dd:

BB dd = blue
Bb dd = blue portatore di lilac
Bb1 dd = blue portatore di fawn
bb dd = lilac
bb1 dd = lilac portatore di fawn
b1b1 dd = fawn


Fonte:
http://www.mat.uniroma2.it/~picard/Cats/Genetica_italiano.pdf

Articolo a dura di =Kiara=

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