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12 marzo 2012

La FIV o immunodeficienza virale felina

La FIV è la sindrome da immunodeficienza virale felina. Come dice il nome stesso è sostenuta da un virus che attacca il sistema immunitario ed è assimilabile all'AIDS umana. Al pari di questa, infatti, la FIV consiste in una progressiva riduzione delle difese immunitarie. Il gatto che ha contratto la FIV può presentare il virus in maniera silente per 5-10 anni, fino a quando le sue difese immunitarie sono talmente basse che il suo organismo viene attaccato da infezioni opportuniste che il gatto non può contrastare in assenza di un sistema immunitario efficiente. Il gatto quindi non muore di FIV, ma di altre infezioni che a causa della FIV il corpo non riesce controllare. Purtroppo non esiste alcuna cura in grado di guarire la malattia.

Contagio

La trasmissione del virus da gatto a gatto avviene attraverso il sangue, la saliva e le secrezioni genitali. Un gatto FIV+ (FIV positivo, cioè malato) che attraverso un morso provoca una ferita penetrante ad un gatto sano è la situazione più frequente in cui può avvenire il contagio. Ma anche i rapporti sessuali e il parto possono essere vie di trasmissione. I cuccioli possono essere contagiati dalla madre stessa.
Per l'uomo non vi è alcun rischio di contagio: la FIV colpisce solamente i gatti.

Prevalenza

Purtroppo la FIV è una malattia abbastanza diffusa. In uno studio americano del 2004il 2.5% degli oltre 18.000 gatti testati  era positivo alla FIV. Nelle colonie, nei rifugi, nei gattili quasi sicuramente è presente.

Prevenzione

Snap Test
Attualmente non esistono vaccini per prevenire la FIV. In America è stato sviluppato un vaccino, ma l'efficacia e la sicurezza sono ancora dubbie. Se il gatto ha la possibilità di uscire e quindi di incontrare altri gatti, la miglior prevenzione è la sterilizzazione, che limita sia gli accoppiamenti, sia le lotte per le femmine e il territorio.

Test FIV

Il test più utilizzato è il test ELISA (Enzyme-Linked Immunosorbent Assay), test eseguito in laboratorio, utile anche per diagnosticare la FeLV. Per la FIV, il test ELISA ha una buona attendibilità se viene utilizzato correttamente. Esiste infatti un periodo finestra, che per la maggior parte dei gatti va dalle 8 settimane ai 2 mesi dalla prima infezione, in cui non vi è una risposta anticorpale rilevabile dal test. Questo significa che è necessario tenere in isolamento il gatto per almeno questo periodo di tempo per poter ottenere un risultato attendibile. L'attendibilità del test per i gattini sotto i 6 mesi è limitata. Esistono anche dei test in stick (Snap Test) che possono essere fatti direttamente in ambulatorio veterinario anziché in laboratorio e che utilizzano sempre la tecnologia ELISA.
In caso di test positivo, è opportuno approfondire l'analisi utilizzando il Western Blot, test altamente attendibile, considerato il "gold standard" per la conferma di risultati positivi al test ELISA.

Portare a casa il secondo gatto

Se possedete già un gatto e ne state per adottare un altro, prestate attenzione alla provenienza del secondo micio, altrimenti rischiereste di contagiare anche il primo gatto. In un allevamento serio, i riproduttori vengono periodicamente monitorati, al fine di garantire all'acquirente dei cuccioli sani. Anche adottare un micio da un privato che tiene in casa i suoi gatti è piuttosto sicuro, purché questi vengano testati prima di essere portati in casa vostra. Nei gattili e nei rifugi in generale la situazione è più complessa: vengono effettuati i test FIV/FeLV, ma date le difficoltà di gestione e le condizioni non ottimali in cui vengono effettuati i test (gattini al di sotto dei 6 mesi dalle origini incerte, periodo finestra non sempre rispettato), l'attendibilità e quindi la sicurezza con cui si può portare a casa un micio sono relative. In questo caso potrebbe essere importante tenere in isolamento il nuovo arrivato per il cosiddetto periodo finestra e testare di nuovo il micio, o, nel caso di cucciolo sotto i 6 mesi, seguire i consigli del veterinario in merito alla gestione della situazione.

Convivenza tra un FIV+ e un gatto sano

Se i test sui propri gatti non sono mai stati effettuati e improvvisamente si scopre di avere un gatto FIV+, oltre che preoccuparsi per la salute di quest'ultimo è utile, a fini preventivi, prestare attenzione anche alla salute degli altri. La soluzione ottimale sarebbe riuscire ad isolare il/i soggetto/i positivi alla FIV dai soggetti sani. Tuttavia questo non è sempre possibile e ci sono situazioni in cui si trovano a convivere gatti sani e gatti con la FIV. Certamente non è una soluzione auspicabile e la più esente da rischi, ma il contagio non è così frequente in un gruppo di gatti pacifici, sterilizzati e abituati a vivere insieme.
Come abbiamo visto infatti la condizione più frequente di contagio avviene in presenza di morsi penetranti. A questo riguardo spesso ci si chiede se un gatto FIV+ possa contagiare un gatto sano giocando con piccoli morsi e graffi. In linea di massima si possono considerare potenzialmente contagiosi solo morsi e graffi che provochino una fuoriuscita di sangue: solitamente due gatti che giocano non utilizzano la stessa aggressività che impiegano in una lotta vera e sono in grado di moderare la forza con cui attaccano. È quindi improbabile che un gatto venga contagiato perché ha giocato con un micio FIV+.
Un altro quesito comune riguarda la condivisione delle ciotole (quindi della saliva). Il virus, anche se ingerito da un gatto sano, viene distrutto lungo il tratto gastrico e non può avvenire alcun contagio, a meno che il gatto sano abbia lesioni nel cavo orale. Ma anche in questo caso la trasmissione del virus è assai improbabile, dal momento che la saliva del gatto FIV+ viene diluita moltissimo in cibo e acqua e non è così facile che raggiunga la lesione orale del gatto sano.
È molto utile ai fini preventivi usare il buon senso: per esempio se il gatto sano ha una ferita è opportuno allontanare il gatto FIV+, per impedirgli di leccare la ferita del compagno e rischiare così di contagiarlo.
Per concludere, la convivenza è possibile, ma presenta qualche rischio. È importante farsi seguire da una veterinario, conoscere il virus, prendere le precauzioni adeguate e usare il buon senso per evitare che un gatto sano diventi a sua volta un FIV+.


1 Levy, J; Crawford, C; Hartmann, K; Hofman-Lehmann, R; Little, S; Sundahl, E; Thayer, V. 2008 American Association of Feline Practitioners' feline retrovirus management guidelines. Journal of Feline Medicine and Surgery. 2008; 10:300-316.
Fonti:
http://www.idexx.com/pubwebresources/pdf/en_us/smallanimal/snap/triple/aafp-feline-retrovirus-management-guidelines.pdf
http://www.fivtherapy.com/fiv_testing.htm
http://www.lacincia.it/test_fiv_felv.php

Articolo a cura di =Kiara=

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