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6 aprile 2011

Allergia al gatto: come affrontarla?

Molte persone amanti dei gatti presentano problemi di allergia e spesso per questo motivo rinunciano alla compagnia di questi piccoli felini. Tuttavia, chi nonostante questo problema non volesse in alcun modo rinunciare a tenere con sé un gatto deve sapere che ci sono esemplari che producono meno allergeni di altri. Per chi fosse già in possesso di un gatto e ha sviluppato in seguito un'allergia, riportiamo alcune accortezze da seguire per poter far convivere il gatto e l'allergia.

L'allergene proviene dalla saliva

Si è stimato che nell'85% delle allergie causate dal gatto la responsabile diretta è la Fel D1, una proteina che viene secreta dalle ghiandole sebacee e salivari del gatto. Questo, con la sua pulizia quotidiana, sparge la proteina su tutto il corpo, che in seguito si asciuga e viene dispersa nell'aria, creando i classici e fastidiosi disturbi allergici, anche se non si è stati in stretto contatto con il gatto. Quindi, per sfatare un mito, non importa se il gatto ha il pelo lungo, corto oppure è direttamente privo di pelo, come lo Sphynx: non è il pelo che causa l'allergia, ma la saliva!

Non tutti i gatti producono la stessa quantità di allergene

Non tutti i gatti producono la stessa quantità di Fel D1. Il maschio ne produce di più e la femmina di meno. Se il maschio viene castrato, la produzione di questa proteina viene ridotta, fino a raggiungere livelli simili a quelli delle femmine.
Un gatto Siberiano
Inoltre gli studi hanno dimostrato che il gatto di razza siberiana ha una produzione di questo allergene decisamente inferiore alla media. Questo può farci considerare il Siberiano una razza ipoallergenica. Sottolineiamo che, a differenza di quanto pensino alcune persone, il gatto Siberiano non è stato in alcun modo manipolato geneticamente in modo da renderlo un animale ipoallergenico confezionato su misura per l'acquirente. Al contrario, il gatto Siberiano appartiene ad una razza che si è selezionata naturalmente e che viene oggi normalmente allevata come le altre razze feline.
Si badi bene che ipo-allergenico non significa an-allergico: il gatto produce comunque una piccola dose di allergene, anche se in quantità decisamente minori. Va però sottolineato che, sebbene in numero minore, non tutte le allergie al gatto sono causate da questa proteina. Inoltre, non essendo nemmeno il Siberiano totalmente anallergico, bisogna valutare il grado della propria allergia. Per questo, prima di fiondarsi nell'acquisto di una piccolo Siberiano, è necessario che si presti molta attenzione a verificare che effettivamente il disturbo allergico non si presenti con questi gatti. La soluzione migliore è parlare con l'allevatore di questo problema e chiedergli di poter passare mezz'ora o più insieme a questi splendidi mici, possibilmente ripetendo la prova 2-3 volte, in modo da essere completamente certi di non manifestare reazioni allergiche, e da non essere costretti in seguito a dover restituire il gattino.

Ho un gatto e ho appena scoperto di esserne allergico

Quando si è in possesso di uno o più gatti e viene diagnosticata un'allergia al pelo del gatto, la domanda che sorge spontanea è: "ora cosa faccio?". Il vostro medico probabilmente vi avrà già consigliato senza mezzi termini di fare sparire il gatto. Se in via teoria il medico può avere le sue ragioni, al lato pratico sorgono una serie di problemi: ammesso che i sintomi siano davvero insopportabili e che si è deciso di non poter più tenere il gatto, bisogna innanzitutto provvedere a trovargli una nuova e adeguata sistemazione. A chi balenasse la malsana idea di abbandonare il gatto, ricordiamo che in base alla legge 189/04 e alla relativa modifica dell'Art. 727 c.p. l'abbandono è un reato punibile con l’arresto fino a un anno o con un'ammenda fino a 10.000 €.
Se invece non abbiamo la minima intenzione di allontanarci dal nostro amato gatto che consideriamo a tutti gli effetti un membro della famiglia, esistono alcune strategie che si possono perseguire. Innanzitutto è possibile ridurre l'esposizione all'allergene in vari modi:
  • se il gatto è un maschio intero, è opportuno farlo castrare;
  • vietare al gatto l'accesso alla camera da letto;
  • vietare al gatto di entrare in contatto con i vestiti puliti e il bucato;
  • eliminare il più possibile cuscini, tappeti e moquette dove l'allergene può restare intrappolato;
  • pulire regolarmente la casa utilizzando elettrodomestici con filtri HEPA;
  • dotarsi di un purificatore d'aria efficace per le allergie;
  • lavare le mani dopo aver toccato il gatto e sempre prima di strofinarsi gli occhi o il naso;
  • spazzolare il gatto per evitare che l'allergene venga sparso per casa insieme ai peli;
  • alcuni consigliano di fare dei bagni al gatto o di trattarlo con appositi prodotti. Sebbene questa pratica riduca notevolmente la quantità di Fel D1 presente sul pelo, è anche vero che la toeletta provoca nel gatto l'istinto di pulirsi e di ripristinare su di sé il proprio odore, spingendolo a leccarsi e quindi a diffondere ulteriori allergeni. Il consiglio quindi è quello di fare un bagno al gatto ogni tanto, per eliminare il grosso degli allergeni, ma di non esagerare con queste operazioni di pulizia, che altrimenti avrebbero l'unico effetto di peggiorare la vostra allergia.
Se nonostante le attenzioni prese, i sintomi allergici persistono in maniera fastidiosa è possibile valutare con il proprio medico una terapia che possa controllare l'allergia: si va dall'utilizzo di spray nasali e colliri antistaminici di libera vendita a veri e propri antistaminici sistemici. Esistono inoltre dei vaccini utili a contrastare l'allergia.


FONTI:
- http://en.wikipedia.org/wiki/Fel_d_1
- http://it.wikipedia.org/wiki/Neva_Masquera...proteina_Fel_d1

Articolo a cura di =Kiara=

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