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26 novembre 2014

La calopsitta come pet

Oggi diamo il via ad una serie di articoli informativi su una specie animale che possiamo allevare come pet, la calopsitta. Per chi già non lo sapesse, si tratta di un piccolo e simpatico pappagallo che ama la compagnia. È difficile non subire il suo fascino, ma prima di portarne a casa un esemplare è sempre bene informarsi a dovere. In questo articolo vi aiuteremo a capire se la calopsitta è davvero un animale adatto a voi, prima di correre ad acquistarne una.


Conosciamo la calopsitta

La calopsitta o calopsite (Nymphicus hollandicus), nota anche come Cacatua delle Ninfe, è un piccolo pappagallo lungo circa 32 cm, appartenente alla famiglia dei Cacatuidi, dotato della tipica cresta erettile. È originario dell'Australia, in particolare delle zone aride e semi-aride, ma vive in prossimità dell'acqua. In natura conduce la sua esistenza in coppia o in piccoli gruppi, anche se nei pressi di un corso d'acqua possono radunarsi numerosi stormi.
Il colore ancestrale è grigio. Nel maschio la testa è gialla e le guance presentano macchie rosse, mentre nella femmina la testa è grigia e le guance hanno una leggera sfumatura rossa. Tuttavia, oltre al colore ancestrale, esistono varie mutazioni, tra cui il lutino, il cinnamon, il perlato, il facciabianca, il facciagialla, il pastello, l'oliva, il silver e altri ancora. Vedremo più in dettaglio le colorazioni in un articolo successivo.

Il carattere

La calopsitta è tra i pappagallini più amati ed allevati, grazie alla sua facilità di reperimento e al suo adattamento alla vita in cattività. Intelligente, curiosa, buffa ed affettuosissima, se tenuta come pet desidera partecipare attivamente alla vita quotidiana e si affeziona molto a chi la accudisce. Essendo estremamente socievole e docile, è facilmente addomesticabile anche da persone non esperte in pappagalli. Tuttavia ci teniamo a sottolineare che tale grado di confidenza si raggiunge con il tempo: potrebbero volerci anche 2-3 mesi prima che si fidi ciecamente di noi e per questo bisogna innanzitutto rispettare i suoi spazi, i suoi tempi e, almeno inizialmente, avere molta pazienza. Ricordiamo che un animale preso in negozio raramente è ben socializzato all'uomo e quindi sarà necessario costruire un rapporto, prima di farlo uscire dalla gabbia.

Quanto deve essere grande la gabbia? Può vivere all'esterno?

La gabbia della calopsitta deve essere il più ampia possibile ed essere maggiormente sviluppata in larghezza che in altezza, in modo da permettere all'animale di volare orizzontalmente. La misura minima della larghezza è di 80 cm. Il materiale delle sbarre deve essere acciaio, poiché zinco e piombo sono materiali tossici, mentre il rivestimento di vernice può causare avvelenamento, se viene asportato con il becco e ingerito.
La collocazione della gabbia è un fattore importante. Le calopsitte hanno bisogno di compagnia, pertanto la sistemazione ideale è in una stanza in cui vi sia la presenza di persone per buona parte del tempo. La notte l'ambiente deve essere silenzioso e buio, per consentire ai pappagalli di dormire indisturbati. La gabbia deve essere al riparo da correnti d’aria e dalla luce diretta del sole, che può provocare un colpo di calore.
Le calopsitte sono pappagalli rustici, resistenti e temprati, tanto che, in alternativa, è possibile alloggiarle tutto l'anno in voliere all'aperto, purché al riparo da correnti d'aria.

Impara a dire delle parole? È rumorosa?

Il maschio impara a fischiettare dei motivetti e a ripetere alcune parole, spesso incomprensibili, mentre la femmina emette soltanto fischi ripetitivi.
Anche se tra i pappagalli le calopsitte sono le meno rumorose, va detto che sono comunque in grado di fare fischi acuti e ciò può rappresentare un problema se avete bambini piccoli o un vicinato particolarmente intollerante. Le calopsitte inoltre possono soffrire di spaventi notturni, in particolare nella mutazione lutino: capita spesso sentirle gridare e svolazzare spaventatissime nella loro gabbia nel cuore della notte. Una lucina notturna sempre accesa aiuta a prevenire questo problema tipico di questo animale.

Sporca?

Come tutti gli animali la calopsitta può sporcare la casa. Ad esempio, mentre mangia potrebbe gettare buccia e gusci vuoti di semi al di fuori della gabbia, o, durante la muta, potreste trovare il vecchio piumaggio della calopsitta sul pavimento. Quando il pappagallino è fuori dalla sua gabbia potrebbe fare i suoi bisognini dove capita, ma è pur vero che con molta pazienza è possibile insegnargli a farli solo in un punto preciso. Come per tutti gli esseri viventi, umani compresi, il fatto stesso di mangiare, fare i bisogni e - in una parola - vivere, genera sicuramente un'impegno maggiore nella pulizia.

Quanto vive?

La calopsitta in cattività può vivere fino a 20 anni.

Convivenza con altri animali

Il carattere docile e socievole della calopsitta permette una piacevole convivenza con canarini, cocorite e altri uccellini all'interno della stessa gabbia, purché questa sia di dimensioni adeguate. La convivenza con cani e gatti invece è più difficoltosa: la gabbia dovrà essere messa in una posizione irraggiungibile a questi predatori e la libera uscita è vincolata all'assenza di cani e gatti nella stanza.

CITES

La calopsitta non rientra nelle specie protette dalla CITES, la convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione. Pertanto la sua detenzione e il suo allevamento sono liberi da obblighi di legge.


Articolo a cura di Cinzia Benevelli,
autrice del blog "Bravi Pappagalli"

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