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30 dicembre 2011

I denti del tamia

Il tamia appartiene all'ordine dei roditori e, come tutti gli esponenti dell'ordine, la sua dentatura ha delle peculiarità. In cattività l'utilizzo dei denti non è paragonabile a quanto avviene in natura e per questo bisogna avere qualche attenzione in più.

Morfologia

Osservando il cranio del tamia, innanzitutto si notano degli incisivi molto sviluppati, che accompagnano premolari e molari. Si nota inoltre che il tamia è privo di canini, al posto dei quali vi è uno spazio vuoto denominato diastema.
Un'altra caratteristica che rende unica la dentatura di questo ordine è il fatto che gli incisivi sono a radice aperta, cioè in continua crescita. Durante il corso della vita del tamia, la radice degli incisivi non si chiude mai e di conseguenza gli incisivi non fanno che crescere. Gli incisivi inoltre presentano lo smalto solamente sulla facciata rivolta all'esterno, mentre quella interna ne è priva e la dentina è direttamente esposta. Questo fa sì che la facciata interna si consumi molto prima di quella esterna, rendendo così gli incisivi estremamente affilati, secondo il tipico taglio obliquo del dente.
I denti del tamia sono normalmente di colore giallastro.


Il consumo degli incisivi


Gli incisivi del tamia sono a crescita continua. Se questo è vantaggioso in natura, in cattività si tratta di un problema in più a cui il proprietario deve far fronte. Lo scoiattolo è infatti portato naturalmente a rosicchiare e anche in cattività è importante dare un materiale con il quale il tamia possa espletare questa pratica. L'eccessiva crescita dei denti rappresenta infatti un problema, che può necessitare l'intervento del veterinario perché tagli gli incisivi a misura.
Ma per evitare di correre dal veterinario possiamo mettere a disposizione frutta secca (noci, nocciole, pistacchi, arachidi, ma non le mandorle, che possono essere tossiche!), in modo che lo scoiattolo possa consumare i denti aprendone il guscio. Solitamente il tamia da solo non riesce ad aprire una noce, ma è possibile schiacciarla appena, in modo da creare una fessura che lo scoiattolo potrà utilizzare per iniziare a rosicchiare ed estrarre il bottino dal guscio. Per quanto riguarda le nocciole, alcuni tamia riescono ad aprirle senza problemi, altri invece proprio non ce la fanno. Vale lo stesso discorso delle noci: basta iniziare a rompere il guscio e lasciare finire l'opera allo scoiattolo.
Solitamente offrire regolarmente frutta a guscio è sufficiente a tenere sotto controllo la crescita dei denti, ma se ciò non è abbastanza e lo scoiattolo manifesta interesse nel rosicchiare parti della gabbia o della casa, allora forse è opportuno inserire nella gabbia un materiale adatto ad essere rosicchiato, come il legno. Vanno bene anche gli stick che si trovano in commercio: sono bastoncini coperti di semi golosi e una volta esaurita la parte commestibile, rimane un tenero legnetto dal buon odore, che può essere facilmente rosicchiato.


Fonti:
http://www.sivae.it/Schede/schedascoiattolo.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Rodentia

Articolo a cura di Chia˜

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