• Image 01
  • Image 02
  • Image 03
  • Image 04
  • Image 05
  • Image 06

Seguici

Menu orizzontale

9 dicembre 2012

Gatti: le razze ibride

Photo from A1 Savannahs
Vi è mai capitato di imbattervi in fotografie e video di gatti domestici dall'aspetto esotico e talvolta dalle dimensioni considerevoli? Si tratta di gatti frutto dell'incrocio di un gatto domestico (Felis silvestris catus) con un felide di un'altra specie, solitamente una specie esotica. Prima di passarne in rassegna alcuni è doverosa una premessa, utile a comprendere l'argomento.

F1, F2, F3... cosa significa?

Quando si incrociano due esemplari di specie diverse, si usa indicare la prole con F1, F2, F3 e così via. Queste sigle indicano quanto un gatto ibrido è prossimo al suo antenato selvatico: un F1 è il figlio diretto di una specie selvatica con un gatto domestico, quindi il suo patrimonio genetico sarà al 50% selvatico, o esotico se preferiamo il termine. Un F2 è figlio di un F1 e di un gatto domestico, quindi il suo sangue esotico si riduce al 25%. Un F3 è figlio di un F2 e di un gatto domestico, quindi sarà esotico per il 12.5% del suo corredo genetico. Insomma, più ci si allontana nelle generazioni dal progenitore esotico e meno saranno presenti i suoi tratti nel gatto che abbiamo di fronte.
Forse vi starete chiedendo perché non accoppiare tra loro gli F1, in modo che venga conservato "più sangue esotico". Il problema è che gli ibridi sono spesso sterili e prima di una certa soglia sono incapaci a riprodursi in autonomia. Per esempio i maschi di Savannah, razza che vedremo tra poco, sono sterili fino alla quarta/sesta generazione e questo obbliga ad accoppiare le femmine Savannah fertili con i gatti domestici, producendo i famosi F2, F3 e via dicendo, fino a quando non compaiono maschi che sono finalmente in grado di riprodursi: questi, accoppiati con femmine Savannah, producono i primi cuccioli che hanno entrambi i genitori Savannah. Quando si arriva ad avere tre generazioni di incroci Savannah x Savannah, senza più l'introduzione di gatti domestici, si considerano i cuccioli nati alla quarta generazione come di pura razza e questo rappresenta l'obiettivo degli allevatori. I cuccioli di questo tipo vengono indicati con la sigla SBT (Stud Book Traditional). Il principio riportato nell'esempio è comunque valido anche per le altre razze ibride, che adesso andremo finalmente a vedere.

Il Bengala

Varietà
di colore
Il Bengala, o Bengal, è una razza ottenuta dall'incrocio di un gatto domestico con un gatto leopardo (Prionailurus bengalensis bengalensis), un piccolo felino selvatico diffuso nel sud-est asiatico.
Questi ibridi sono stati sicuramente i più allevati e selezionati, tanto che oggi il Bengala è diventato una razza riconosciuta dalla maggior parte delle associazioni feline. Gli accoppiamenti odierni sono quasi totalmente Bengala x Bengala, fissando una percentuale di "sangue selvatico" variabile tra il 6 e il 9%. Non si parla quindi più genericamente di esemplari ibridi, ma di razza a tutti gli effetti, che ha fissato le sue caratteristiche morfologiche e caratteriali. 
Il Bengala è un gatto di taglia medio-grande: i maschi arrivano a 8-9 kg di peso e le femmine si assestano intorno ai 6 kg. Ma la sua caratteristica principale è il suo mantello le cui macchie ricordano quelle del leopardo, peculiarità che è stata introdotta grazie all'ibridazione con il gatto leopardo. La selezione ha prodotto inoltre varie colorazioni del mantello e diversa forma delle macchie.
Gli anni di selezione e la esigua percentuale di sangue selvatico hanno ridotto considerevolmente i disturbi comportamentali che si evidenziavano negli ibridi delle prime generazioni, in particolare dalla F1 alla F4, e hanno portato il Bengala ad essere un gatto affettuoso, riducendo drasticamente l'indole selvatica e schiva del suo progenitore. Tuttavia non bisogna aspettarsi che sia un tranquillo gatto da divano. Il Bengala mantiene le movenze del gatto leopardo, adora correre, saltare, arrampicarsi e conserva un acceso istinto predatorio: non sarebbe una saggia idea farlo convivere con uccellini, roditori e persino acquari! Il Bengala infatti non si farebbe problemi a entrare in acqua per acchiappare un pesce.

A sinistra, un gatto leopardo (photo by Michal Sloviak). A destra un Bengala.
Il Bengala è stato anche utilizzato per creare nuove razze, incrociandolo con razze di gatto già esistenti. Citiamo per esempio il Serengeti, ottenuto mediante l'incrocio del Bengala con l'Orientale e il Toyger, il toy-tiger, ovvero una razza che ha le sembianze di una tigre in miniatura, ottenuta grazie all'accoppiamento di un Bengala con dei gatti tabby selezionati per le loro marcature. Meno famoso è il Cheetoh una razza ottenuta accoppiando il Bengala con l'Ocicat.

Il Savannah

Un serval
Il Savannah è una razza ottenuta dall'incrocio di un gatto domestico con un serval (Leptailurus serval), un felino africano di taglia media, diffuso per lo più a sud del Sahara.
Il Savannah è una razza riconosciuta dalla TICA, associazione che provvede a fornirne uno standard di razza. Tuttavia gli esemplari variano molto per aspetto e dimensioni in base alla percentuale di "sangue serval" che portano: un Savannah F1 è al 50% un serval, un F2 lo è al 25%, un F3 al 12.5% e così via.
Probabilmente le caratteristiche che maggiormente spiccano in questo gatto sono le dimensioni, l'altezza in particolare, che tuttavia variano sensibilmente da una generazione all'altra. Per esempio un maschio F1 può essere alto al garrese 40-45 cm e pesare 8-11 kg, mentre un maschio F5 può essere alto 35-40 cm e pesare 6-9 kg.
Il Savannah è considerato dagli allevatori un buon animale domestico, socievole e affettuoso. Tuttavia conserva un alto livello di energia e ama muoversi, saltare, arrampicarsi e persino nuotare. Necessita quindi di spazio e di attenzioni da parte del proprietario per quanto riguarda il gioco e l'attività fisica. Nonostante sappiano usare correttamente la lettiera, questi gatti sembrano più propensi ad urinare nell'acqua ed è quindi possibile insegnargli ad usare il WC. Benché non sia una costante, alcuni proprietari di Savannah lamentano l'abitudine di questi gatti a urinare per casa, specialmente su oggetti e tessuti che si trovano per terra, comportamento che probabilmente dipende dall'istinto di marcare il territorio, perpetrato sia dai maschi che dalle femmine.

Due Savannah: a sinistra una femmina F1, a destra un maschio F6 C. Photos from FusionKatz.

Il Chausie

Il Chausie è una razza ottenuta dall'incrocio di un gatto domestico con un gatto della giungla (Felis chaus), il più grande tra i felini selvatici del genere Felis, proveniente da un ampio areale dell'Asia meridionale, in particolare dall'India.
Il Chausie, conosciuto anche come Stone Cougar, Mountain Cougar e Jungle Curl, è una razza riconosciuta dalla TICA. Si tratta di un gatto dalle dimensioni medio-grandi: i maschi adulti pesano 4-7 kg, mentre le femmine si assestano tra i 3 e i 4.5 kg. I Chausie hanno una forma longilinea e un fisico atletico: le lunghe zampe gli permettono di compiere incredibili salti, qualità che hanno ereditato dal gatto della giungla, che è in grado di saltare anche fino a 2.5 m in verticale.
Il Chausie è un gatto molto attivo e vitale, ama correre e saltare e in generale presenta un alto livello di energia. È un gatto intelligente e giocherellone, ma anche affettuoso e fedele. Viene infatti descritto come un gatto dal carattere gregario e amante della compagnia, sia umana che felina. Anche con i cani pare dimostrare buoni rapporti. Per contro, il Chausie può soffrire la solitudine e per questa ragione non andrebbe lasciato solo. Necessita quindi di un padrone che rispecchi le sue caratteristiche.

A sinistra, un gatto della giungla (photo from Arkive.org). A destra, un Chausie F1.

Il Safari

Il Safari è una razza ottenuta dall'incrocio di un gatto domestico con un gatto di Geoffroy (Leopardus geoffroyi), un felide selvatico proveniente dal Sud America e approssimativamente delle dimensioni di un gatto domestico.
Il Safari è un rarissimo ibrido difficile da ottenere e la scarsità di documentazione fotografica è la prova di quanto sia difficile trovare uno di questi esemplari. Del Safari potremmo quasi parlare come una nuova specie, più che una nuova razza: se infatti il gatto domestico possiede 36 cromosomi e il gatto di Geoffroy ne possiede 38, il Safari F1 ha 37 cromosomi. I maschi F1 sono solitamente sterili e per questo vengono venduti come animali da compagnia, mentre le femmine sono tendenzialmente fertili e talvolta vengono tenute come riproduttrici negli allevamenti.
I Safari F1 sono descritti come calmi e dal temperamento gentile. Le dimensioni di un F1 sono maggiori sia di quelle del gatto domestico, sia di quelle del gatto di Geoffroy: i maschi pesano intorno agli 11 kg e le femmine intorno agli 8 kg. Mentre gli F1 sono di grandi dimensioni, gli F2 tendono ad avere la misura di un gatto domestico e per questo sono meno desiderabili e meno allevati. Questo conduce inevitabilmente a produrre maggiormente esemplari F1, che però, come abbiamo visto, sono difficili da ottenere: non c'è da stupirsi quindi che il Safari sia un gatto così raro!

A sinistra, un gatto di Geoffroy. A destra, una femmina Safari F1 (photo from Jungle Mountain Exotics).

Ti è piaciuto l'articolo? Iscriviti ai feed di Pets Life per restare sempre aggiornato!
Oppure inserisci il tuo indirizzo email e riceverai gli aggiornamenti per posta:

Cosa sono i feed?

Nessun commento :

Posta un commento

È possibile commentare liberamente l'articolo.
Se avete richieste personali, vi invitiamo a scrivere nel Forum.
Qui non riceverete risposta a domande personali.

(Loading...)