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16 agosto 2012

Tenere il gatto in casa o fuori?

La scelta se tenere il gatto in casa o dargli la possibilità di uscire è un argomento molto dibattuto e molto controverso. Chi abita in un condominio generalmente non si pone il problema, dal momento che tenere il gatto in casa pare quasi una scelta obbligata. Ma chi abita in una casa indipendente e ha a disposizione un giardino? Alcune persone trovano abominevole il fatto che il gatto venga chiuso in casa, ritenendo in questo modo di violare la natura del gatto e di compromettere la sua felicità. Altri invece, non a torto, ritengono che lasciare uscire il gatto sia molto rischioso, troppo rischioso.

Un gatto libero rischia molto?

Il cuore della discussione in merito alla scelta se tenere il gatto dentro, oppure tra dentro e fuori, ruota attorno ai rischi che correrebbe un micio libero. Se infatti non esistessero rischi nel liberare il gatto, probabilmente tutti i gatti avrebbero la libertà. Ma purtroppo non è così, specialmente negli ambienti urbani odierni, dove circolano sempre più automobili e le strade sono sempre più trafficate. La principale causa del non ritorno a casa del gatto, infatti, è da imputare agli incidenti stradali. Ricordiamo anche che, se le auto sono un pericolo per i gatti, anche i gatti sono un pericolo per le auto, per il conducente e per i passeggeri.
Altre cause che possono far sì che il micio non torni più a casa sono i bocconi avvelenati, i brutti incontri con i cani o con l'uomo. Per esempio i vicini di casa potrebbero essere infastiditi dalla presenza del gatto, specialmente se il micio fa i suoi bisogni proprio nel morbido terriccio dove il vicino coltiva i fiori o fa l'orto. Questo potrebbe portare, oltre alle liti con il vicino, a maltrattamenti, avvelenamento o ad una misteriosa sparizione del gatto. In alcune zone, specialmente quelle più rurali, esistono ancora persone pronte a sparare ad un gatto che transita nei campi. Sembra incredibile, ma esistono ancora casi di persone che volontariamente intrappolano e mangiano i gatti.
La possibilità che il gatto non torni perché gli è successo qualcosa è concreta. Non a caso la vita media dei gatti che escono è molto inferiore a quella dei gatti di casa. Se un gatto di casa può arrivare tranquillamente a 15 anni e oltre, un gatto libero spesso raggiunge solo i 4-7 anni di vita e molto raramente arriva ad invecchiare.

Se incontra altri gatti?

Se il gatto viene lasciato libero di uscire è quasi certo che incontrerà altri gatti. Per questo è importante vaccinare il micio contro tutte le principali malattie. Potrete valutare con il veterinario il piano vaccinale più idoneo. Se infatti il gatto resta sempre in casa, sarà sufficiente un vaccino trivalente. Al contrario se il gatto esce, è importante vaccinarlo anche per la FeLV e altre patologie con un tetravalente o un pentavalente. Va sottolineato comunque che non per tutte le gravi patologie infettive sono disponibili dei vaccini e quindi la copertura totale non si potrà mai avere. Tra le patologie virali più insidiose e a prognosi infausta per cui non esiste il vaccino ricordiamo la FIV e la FIP, mentre per quanto riguarda le malattie trasmissibili all'uomo (zoonosi) le micosi sono le più frequenti. Il gatto inoltre uscendo può entrare in contatto con i parassiti interni, come vermi e protozoi, ed esserne infestato. Naturalmente se il gatto non esce di casa e non incontra altri gatti, l'esposizione a queste patologie è praticamente nulla.
Altra importantissima questione riguarda la sterilizzazione, intervento importante non solo per le femmine, che altrimenti tornerebbero a casa sicuramente gravide al loro primo calore, ma utile anche ai maschi. Infatti un gatto maschio intero può percorrere lunghe tratte per raggiungere una femmina in calore e stare via di casa diversi giorni, periodo durante il quale lotta con altri gatti, si accoppia e non sempre mangia come dovrebbe. Per questo, se torna, potrebbe essere malconcio, debole e malnutrito. Esiste inoltre il rischio che dagli altri gatti contragga delle patologie e che nelle sue accese scorribande notturne finisca sotto ad un'auto. La castrazione elimina tutti i comportamenti sessuali, comprese le fughe amorose, le lotte e gli accoppiamenti. Un gatto sterilizzato quindi si allontana meno da casa, è più tranquillo e corre meno rischi di uno intero. La sterilizzazione, caldamente consigliata anche per i gatti di casa, diventa un obbligo irrinunciabile se decidete di lasciare il gatto libero. Questo vale sia per la femmina che per il maschio.

Riuscirà a tornare a casa da solo?

Un quesito che di solito si pone chi intende lasciare libero il micio riguarda il timore che il gatto decida di non tornare più a casa, oppure che non ci riesca. Questo solitamente non accade: se il gatto percepisce la casa come casa sua, è lì che tenderà sempre a fare ritorno, dove trova cibo, acqua, una cuccia calda e affetto dal suo umano. Naturalmente, se si intende abituare un cucciolo ad uscire e rientrare in casa, non si può pretendere che il primo giorno a casa questo sappia già cosa deve fare. È quindi importante che si abitui alla casa, ai padroni e che stabilisca i suoi punti di riferimento. Una volta perfettamente ambientato si può, gradualmente e sotto la vostra vigile sorveglianza, lasciare che perlustri il giardino un pochino alla volta, finché non familiarizza anche con questo.

E recintare il giardino?

Interno di una grande gabbia per gatti all'aperto.
Se avete deciso che lasciare il gatto libero è troppo rischioso, potete provare a recintare il vostro giardino, in modo che il gatto abbia la possibilità di uscire di casa, ma non oltre le inferriate del cancello. Sicuramente, quando è percorribile, questa è la scelta migliore per dare la possibilità al gatto si sdraiarsi sull'erba al sole o all'ombra di una pianta e passare così felici pomeriggi di tranquillità, senza che il micio di casa corra rischi all'esterno. Il problema è che le doti atletiche dei nostri piccoli felini potrebbero rendere difficoltoso riuscire a realizzare un recinto adatto. I gatti sono infatti in grado di compiere altissimi salti da terra e sono anche abili scalatori. Servirà una recinzione in rete (o altro materiale) alta almeno 2 metri, con una tettoia rivolta verso l'interno del giardino di almeno 50 centimetri: in questo modo se il micio si arrampica fino in cima alla rete, trova poi un tetto che non riesce a superare (i gatti non sono in grado di camminare a testa in giù). Inoltre bisognerà fare attenzione a che nelle vicinanze del recinto non ci siano alberi o altri appigli su cui il gatto può arrampicarsi per poi evadere.
Alcune persone, piuttosto che innalzare un'antiestetica muraglia anti-gatto tutta intorno alla casa, preferiscono applicare una gattaiola ad una porta sul retro e collegarla con una gabbia in rete di alcuni metri quadrati, completamente chiusa: una sorta di grande gabbia per gatti, arredata con tiragraffi, passerelle, ceste e giochi. Insomma un parco giochi per gatti, naturalmente all'aperto e in tutta sicurezza. In foto si può vedere una di queste grandi gabbie finemente arredata e piacevole alla vista. Se avete bisogno di idee, ecco una ricerca Google di immagini di gabbie all'aperto che potrebbe ispirarvi. Naturalmente per il nostro scopo sarà necessario dotare la gabbia di un accesso libero dall'interno della nostra casa, in modo che il gatto possa agilmente passare dalla casa al parco giochi e viceversa.

Se lo tengo sempre in casa sarà triste?

Se non si ha la possibilità di liberare il gatto in giardino in tutta sicurezza, né si intende lasciarlo andare oltre il cancello, non resta che tenerlo in casa. Alcune persone si rammaricano del fatto che un gatto in casa possa essere triste e non possa fare tutto ciò che un "vero" gatto farebbe. Questo è vero solo in parte: se avete adottato un gatto adulto vagabondo e abituato a stare in giro molte ore al giorno, effettivamente potrebbe essere difficile e penoso rinchiuderlo entro le quattro mura domestiche. Nel caso invece si abbia a che fare con i cuccioli, e a maggior ragione con i cuccioli nati in casa, la vita da appartamento, con le sue comodità, non avrà nulla da invidiare alla vita all'aperto. I gatti sono animali estremamente adattabili e si affezionano alla loro routine: un gatto abituato a stare in casa non ne soffrirà, specialmente se ha a disposizione un terrazzo o un balcone. Alcuni gatti amano talmente la vita domestica che, anche di fronte alla possibilità di uscire, non oltrepassano mai l'uscio della porta. Alcune razze poi sono state allevate e selezionate proprio a questo scopo: si tratta di perfetti gatti di casa, tranquilli, mansueti e amanti delle comodità. Ciò non toglie comunque che anche i trovatelli e i gatti comuni si possano rivelare degli ottimi gatti da appartamento.

Portarlo fuori al guinzaglio?

Alcune persone, per fare uscire il gatto, utilizzano un guinzaglio e una pettorina. Vedere un gatto al guinzaglio sembra incredibile, eppure alcuni rari gatti sembrano accettarlo senza troppi problemi. La maggior parte dei gatti, al contrario, tende a sdraiarsi non appena si tenta di fargli indossare la pettorina, altri, colti dal panico, potrebbero diventare aggressivi e iniziare a mordere e graffiare. In ogni caso, se il gatto non risulta troppo impaurito, con molta pazienza e in maniera graduale è possibile insegnargli a camminare con la pettorina e il guinzaglio. Ma niente entusiasmo: ben difficilmente riuscirete a condurre il gatto, ma al contrario sarà lui a condurre voi.
Consigliamo però di limitarsi a portare il gatto in giardino in una zona molto tranquilla e riservata: i gatti non amano il rumore, il caos e la gente e tendono a correre e a nascondersi se sono spaventati, diventando poco gestibili. Inoltre, se il gatto dimostra di non apprezzare l'uscita e mal sopporta il sentirsi costretto, allora non è il caso di forzarlo oltre. L'uscita dovrebbe essere un momento di sfogo per il gatto, un momento in cui può annusare l'erba, esplorare il giardino e rilassarsi all'aperto: se invece si dimostra nervoso e impaurito, allora è meglio lasciarlo in casa, dove gli odori familiari e i punti di riferimento conosciuti lo tranquillizzano.
Durante l'uscita non bisogna mai legare il gatto da qualche parte lasciandolo solo: sentendosi costretto potrebbe agitarsi e ferirsi. Inoltre non bisognerebbe mai lasciare il guinzaglio, poiché potrebbe impigliarsi e annodarsi. Infine, un'ultima precisazione: il gatto che dimostra di apprezzare le uscite potrebbe in seguito iniziare a chiedere insistentemente di uscire e sentirsi frustrato quando non è possibile accontentarlo. Se non avete il tempo e la costanza per portarlo fuori con regolarità, allora forse è meglio non fargli conoscere il mondo esterno.
In realtà se il gatto sta già bene in casa, non vi è ragione di insegnargli ad uscire, inducendogli un bisogno che poi non potremo costantemente soddisfare. In molti casi portare fuori il gatto al guinzaglio si dimostra di più uno sfizio che vuole togliersi il padrone piuttosto che una reale necessità del gatto, che come già detto vive tranquillamente un'intera vita anche nelle comodità dell'appartamento.


Articolo a cura di =Kiara=

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