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18 giugno 2012

La Testudo hermanni

La Testudo hermanni è la specie di tartaruga terrestre autoctona più diffusa nella nostra penisola. Oltre a trovarla nei negozi che vendono animali, è anche facile incontrarla nelle zone della nostra penisola in cui è maggiormente diffusa. Si tratta di una specie protetta e la sua cattura dalla natura è illegale. L'allevamento e il commercio devono sono regolamentati.

Classe: Reptilia
Ordine: Testudines
Famiglia
: Testudinidae
Genere: Testudo
Specie: Testudo hermanni

Chi è e da dove viene

La T. hermanni è una specie autoctona della nostra penisola, insieme alla Emys orbicularis. Il suo areale di diffusione in Italia si estende all'incirca lungo tutta la costa tirrenica, in Puglia, in Calabria, in Sicilia e in Sardegna, anche se in aree sempre più ristrette a causa della rarefazione degli habitat naturali. Il suo territorio si estende anche dalla Spagna alla Romania includendo le isole maggiori del Mediterraneo.

Caratteristiche morfologiche

La Testudo hermanni presenta due sottospecie: T. hermanni hermanni e T. hermanni boettgeri, che si distinguono per alcune caratteristiche morfologiche, le quali tuttavia sono tanto variabili da rendere talvolta difficile la classificazione di esemplari di provenienza incerta. Questo anche per via della presenza di esemplari portatori di caratteri intermedi, non necessariamente ibridi.

Carapace di T. h. hermanni e T. h. boettgeri. Notare la differenza del disegno nell'ultima placca vertebrale

T. hermanni hermanni

Le guance gialle della T. h. hermanni
Le dimensioni del carapace vanno dai 13cm del maschio, ad un massimo di 24cm nelle femmine. Il carapace presenta una colorazione giallo-aranciato con macchie nere molto estese. La sutura pettorale è generalmente più corta della sutura femorale. Altre caratteristiche che la distinguono dalla T. hermanni boettgeri sono la presenza delle guance gialle e un caratteristico disegno sull'ultima placca vertebrale a forma di serratura.

T. hermanni boettgeri

La T. h. hermanni ha la sutura pettorale più corta della femorale
La T. h. boettgeri ha la sutura femorale più lunga della pettorale
Le dimensioni del carapace vanno da un minimo di 16-18cm nel maschio, ad un massimo di 20-24cm nelle femmine. Il carapace presenta una colorazione giallo-verdastro, giallo-dorato, a seconda della regione di provenienza, con macchie nere di minore estensione ed intensità rispetto alla T. hermanni hermanni, tanto che in alcuni esemplari sono appena accennate. La sutura pettorale è generalmente più lunga della sutura femorale. Non è raro trovare esemplari con le scaglie sopracaudali unite.

Detenzione in cattività

Ricordiamo ancora una volta che T. hermanni è una specie protetta dalla convenzione di Berna e inserita negli elenchi CITES, pertanto la sua detenzione, la vendita e l'allevamento devono essere regolamentati. È quindi assolutamente vietato per legge catturare un esemplare dalla natura per riporlo nel proprio giardino.

Alloggio

L'habitat ideale per le T. hermanni è il giardino. Vi si può costruire un ampio recinto, che preveda una rete interrata per almeno 10cm, poiché queste tartarughe sono in grado di scavare e fuggire. La recinzione dovrebbe essere alta almeno 40cm. Le T. hermanni sono anche discrete scalatrici e per questo bisogna fare attenzione a possibili zone dove, arrampicandosi, possano evadere dalla recinzione. La superficie consigliabile per ciascun animale è di circa 10m2La zona a loro destinata deve dare alle tartarughe sia la possibilità di esporsi direttamente ai raggi del sole (almeno nella prima metà della giornata), sia la possibilità di cercare refrigerio all'ombra. Dev'essere inoltre disponibile un rifugio per i mesi più freddi. L'esposizione al sole è importante perché permette loro di termoregolarsi, di attivare le funzioni metaboliche e di fissare il calcio alle ossa. Inoltre con l'attivazione degli enzimi atti alla digestione, la tartaruga si attiva nella ricerca di cibo.

Alimentazione

La T. hermanni è una specie quasi completamente vegetariana. È importante controllare la loro alimentazione, perché queste tartarughe tendono ad accettare tutto ciò che gli si porge, ma se non si pone attenzione agli alimenti forniti si rischia di provocare dei danni agli animali. Gran parte dei decessi avvenuti in cattività sono dovuti proprio ad un'alimentazione scorretta.
Verdure adatte alla loro alimentazione sono il tarassaco, la cicoria e il radicchio rosso. Queste verdure hanno un alto rapporto di calcio rispetto al fosforo. Nel caso in cui il rapporto sia invertito, cioè ci siano alti livelli di fosforo e proteine e bassi livelli di calcio, c'è il rischio che durante l'accrescimento si creino deformazioni permanenti del carapace e danni agli organi interni. Ottime dal punto di vista nutritivo, anche la piantaggine e l'erba medicaFrutti e bacche costituiscono solo il 10% della loro alimentazione, è quindi bene non esagerare.
Sono invece da evitare verdure quali: cavolo, spinaci e barbabietola, poiché contengono elevati livelli di acido ossilico, il quale inibisce il fissaggio del calcio nelle ossa; carne e prodotti di origine animale, poiché presentano un rapporto calcio/fosforo fortemente sbilanciato, diminuendo la portata di calcio disponibile; i legumi, perché sono ricchi di proteine; alimenti ricchi di carboidrati come pane e pasta, poiché promuovono una crescita eccessivamente alta con gravi rischi alla salute; latte e derivati, poiché le Testudo non possiedono gli enzimi per digerirli.

Ogni tanto
No
  • Tarassaco
  • Cicoria
  • Radicchio rosso
  • Piantaggine
  • Erba medica
  • Frutti
  • Bacche
  • Cavolo
  • Spinaci
  • Barbabietola
  • Carne e derivati
  • Legumi
  • Pane, pasta ecc.
  • Latte e derivati

Per i giovani esemplari è consigliabile l'utilizzo di carbonato di calcio da spargere sul cibo, in quanto sembrano portati a soffrire dei sintomi della MOM (Malattia Ossea Metabolica), dovuta per l'appunto a carenza di calcio o ad una mancata esposizione ai raggi del sole.
Segno di una corretta alimentazione è un carapace con forma di una semicalotta levigata. Al contrario un carapace con scuti appuntiti e scanalati nelle suture è segno di una cattiva alimentazione.

Letargo

Durante la stagione fredda le T. hermanni vanno in letargo, situazione fisiologica in cui viene rallentata l'attività metabolica. È dunque un momento delicato e per questo motivo in cattività è importante prepararlo con attenzione. Si tratta di una fase necessaria a questa specie e va impedito solo in caso di malattia o debilitazione. In questo caso, per non fare affrontare il letargo alla tartaruga debilitata, la si può collocare in un terrario, con una zona calda a 28°C e una fredda a18°C e con una lampada UVB per fissare il calcio.
Tornando ai soggetti sani che dovranno affrontare normalmente il letargo, è importante mantenere una temperatura sui 5°C: va considerata la temperatura precisa di dove è collocato l'animale, quindi sottoterra nel caso fosse interrato. Temperature troppo basse (<2°C) o troppo elevate (>10°C), possono essere pericolose. Temperature troppo basse arrecano danni cerebrali o morte, invece temperature troppo alte inducono ad uno stato di dormiveglia che potrebbe portare ad un prematuro esaurimento delle scorte di grasso necessarie a superare l'inverno per via di un elevato mantenimento dei tassi metabolici.
Il substrato dev'essere umido in quanto aiuta a limitare la disidratazione.
Le tartarughe devono andare in letargo con lo stomaco vuoto, perché il cibo non digerito potrebbe fermentare o putrefare all'interno dell'animale. Se le tartarughe seguono il naturale ritmo delle stagioni, saranno esse stesse ad interrompere l'assunzione di cibo col calare delle temperature. È quindi sconsigliabile ritirarle durante la notte con l'intento di ripararle dal freddo e poi rimetterle all'esterno il giorno seguente. È utile far bere l'animale prima che si addormenti definitivamente, per far sì che abbiano una riserva di liquidi dalla quale attingere in caso di bisogno.
Sono consigliabili visite periodiche per tenere sotto controllo il peso. Esemplari denutriti che non recuperano il loro peso ideale entro Agosto è preferibile non farli ibernare, poiché durante il letargo le situazioni anomale tendono a degenerare.

Dimorfismo sessuale

Le caratteristiche che permettono di distinguere il sesso delle T. hermanni sono date dalle diverse necessità che maschio e femmina riscontrano nel rispettivo ruolo riproduttivo. Tali caratteri però diventano più evidenti man mano che l'esemplare si avvicina alla maturità sessuale. In esemplari molto giovani la distinzione del sesso può essere molto difficile per un occhio non esperto.


Una prima caratteristica che distingue i due sessi, sono le dimensioni. Il maschio infatti ha dimensioni inferiori a quelle della femmina. Il piastrone nei maschi adulti presenta una concavità, che tende ad accentuarsi con la crescita, per facilitare la monta, mentre gli esemplari giovani e nelle femmine presentano un piastrone piatto.
Altre caratteristiche che permettono di distinguere il maschio dalla femmina sono la coda e l'astuccio corneo. Nei maschi la coda è lunga, robusta e grossa alla base, mentre si presenta piccola e corta nelle femmine; L'astuccio corneo costituisce la punta che racchiude la coda ed è ben sviluppato nei maschi, mentre è poco visibile nelle femmine. La distanza dell'apertura clocale dalla base della coda è maggiore nel maschio. Gli scuti anali del piastrone sono più alti nella femmina, ma presentano un angolo maggiore nel maschio. Infine, lo scuto sopracaudale nella femmina è in linea con il resto del carapace, mentre nel maschio è incurvato verso il basso.

Riproduzione

La maturità sessuale di questi longevi animali viene raggiunta intorno ai 10 anni. Il periodo riproduttivo di T.hermanni dura da marzo ad ottobre. Si interrompe quindi solo durante il periodo del letargo.
Il maschio corteggia la femmina con morsi e colpi di carapace. L'accoppiamento viene preceduto dalla stimolazione della regione cloacale della femmina, grazie ad uno sperone presente sulla punta della coda del maschio. Questa pratica è continuata nel tempo e può provocare lesioni alla femmina nei pressi della coda. Durante l'accoppiamento il maschio emette rapidamente l'aria dai polmoni che porta all'emissione di un suono, l'unico che questa specie emette.
Essendo il corteggiamento di natura poco delicata, è consigliabile ridurre al minimo indispensabile il contatto fra maschio e femmina, oppure tenere un numero di esemplari di sesso femminile superiore a quelli di sesso maschile. Il rapporto ideale è di 5-6 femmine per ciascun maschio.
Le femmine depongono le uova in buche scavate con le zampe posteriori: possono deporre da una a quattro volte in un anno, con un intervallo di 15-30 giorni l'una dall'altra. Il numero delle uova è variabile in base alle dimensioni dell'esemplare. Il tempo di incubazione si aggira attorno ai 2-3 mesi.
Il sesso dei nascituri dipenderà dalla temperatura. Con temperature di incubazione inferiori ai 31,5° si avrà una maggioranza di esemplari maschi; con temperature superiori a 31,5° si avrà una maggioranza di femmine.
Al momento della schiusa i nascituri rompono il guscio per mezzo del dente dell'uovo, un tubercolo corneo posto tra le narici e la mascella superiore, destinato a sparire in pochi giorni. La schiusa può richiedere da poche ore fino a 48ore. Durante questo arco di tempo i nuovi nati si nutrono del sacco vitellino che li accompagna.


Articolo a cura di Michelangelo

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