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17 gennaio 2012

I rettili come animali domestici

Scegliere di dedicare del proprio tempo libero alla cura di un rettile, come di qualsiasi altro animale, è un impegno che ben si deve incastonare nelle nostre vite quotidiane. Vi sono tuttavia dei principi da tener bene a mente prima di compiere la scelta finale dell'animale. Eccone alcuni. 

Non sono animali d'affezione

Il primo passo fondamentale da fare è non considerare il rettile alla stregua di un animale domestico qualsiasi. Il rettile infatti non ha nulla in comune con cani e gatti, a partire dall'affetto che prova nei confronti del padrone; un rettile infatti, a prescindere dalla specie che si desidera ospitare, proverà sempre timore nei nostri confronti e lo dimostrerà con i comportamenti difensivi propri della sua specie. A questo riguardo va inoltre specificato che i sauri, se presi in braccio o accarezzati, possono chiudere gli occhi: questo non sta a significare che l'animale si gode le "coccole" o che si sta rilassando, ma è semplicemente spaventato dalla nostra presenza e chiude gli occhi per non vederci.

Non sono animali da toccare

Mi collego a questo primo punto per sottolineare che avere un rettile in casa non eleva il detentore a un particolare status symbol; perciò l'animale sarà da esibire il meno possibile ad amici e parenti per evitare problemi di stress sempre dovuti al contatto fisico e alla manipolazione. E allora quando toccare un rettile? Nei momenti di pulizia del terrario e per qualsiasi altra causa legata alla sua vita e alle sue necessità (il trasporto in altro luogo, cambiamento di terrario, ecc ecc). 

La loro dieta può turbare

I rettili generalmente hanno un'alimentazione che si basa esclusivamente su alcuni tipi di alimenti: piccoli mammiferi, volatili, pesci, insetti, molluschi e verdure. I primi tre sono, con alcune eccezioni, ad uso esclusivo degli ofidi. Gli ultimi tre sono tendenzialmente indicati per i sauri. L'alimentazione inoltre sarà integrata dall'uso di multivitaminici e altri integratori usati per i rettili. Questi sono particolarmente indicati più per i sauri che per gli ofidi. Consideriamo quindi che prendere un rettile vuol dire alimentarlo con prede che possono risultarci sgradevoli e la cui detenzione può andare contro principi etici di qualsivoglia tipo.

Allevamento di topi

Il terrario richiede spazio e denaro

Un ultimo punto da affrontare riguarda la sistemazione. Il rettile infatti non può essere tenuto libero per casa come un cane o un gatto. Avrà bisogno della sua teca che il padrone avrà già allestito prima dell'arrivo (ecco perché affermo che bisogna scegliere prima il rettile, poi creare l'ambiente adatto a dove tenerlo e solo infine comprarlo). Ci saranno dei costi da sopportare, come l'elettricità da pagare per le fonti di calore che servono all'animale, costi che vanno sempre messi in conto prima dell'acquisto dell'animale.
Consideriamo inoltre che i rettili raggiungono, nella maggior parte dei casi, dimensioni ragguardevoli, a cui per altro il terrario va adeguato per far si che stiano bene. Prima dell'acquisto pensiamo dunque che la simpatica iguana di 20cm che vediamo in negozio in 2 anni circa sarà un bestione di 1 metro. Per ovviare a questi fattori, che possono anche determinare l'abbandono dell'animale, è determinante una buona informazione che ci indirizzi al giusto acquisto.


Articolo a cura di CAT89, da Colubrids Team

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