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16 aprile 2011

Trachemys scripta

Capita sempre più spesso di trovare queste tartarughe in luoghi dove non dovrebbero stare, come per esempio in strade di campagna, boschi e addirittura nei fiumi naturali. Queste tartarughe sono infatti tristemente note per il fatto di venir importate a grandissime quantità che ancora stanno nel palmo della nostra mano, e, vuoi per tenerezza o per qualsiasi altro motivo entrano inevitabilmente nelle nostre case, dove vengono tenute nella maggior parte dei casi in modo non adatto.

Classe: Reptilia
Ordine: Testudines
Famiglia: Emydidae
Genere: Trachemys
Specie: Trachemys scripta

Chi sono e da dove vengono
Il genere Trachemys fa parte della famiglia Emydidae. Nel nostro paese è presente (autoctona) la specie Emys orbicularis, protetta dalla convenzione di Berna e anche a livello regionale dove presente, in quanto a forte rischio d'estinzione dovuto in parte alla distruzione dell'Habitat e in parte all'introduzione in natura delle tartarughe oggetto di questo articolo, le Trachemys scripta elegans (la tartaruga dalle orecchie rosse) e le Trachemys scripta scripta (la tartaruga dalle orecchie gialle). Il genere Trachemys, infatti, è cosmopolita ed in particolare, le due specie in oggetto sono originarie degli Stati Uniti, dove colonizzano corsi d'acqua e laghi nei pressi della Florida, ma l'intero genere è distribuito dal Canada all'Argentina. La loro grande adattabilità ed il basso costo di importazione han fatto sì che siano di fatto le tartarughe acquatiche più vendute, nonostante siano molto voraci e crescano oltre 30 cm. Come accennavo prima, il loro basso costo e la scarsa informazione che spesso danno i negozianti fanno sì che moltissime persone le acquistino tenendole in vaschette assolutamente non adatte. Quelle che sopravvivono al freddo domestico del primo inverno dopo neanche due anni avranno triplicato le loro dimensioni ed inquineranno tantissimo l'acqua e questo spinge sempre più proprietari a liberarle nei posti più disparati (stagni comunali, laghetti e purtroppo anche fiumi ed oasi), dove se l'inverno è troppo rigido muoiono, oppure si adattano benissimo e, con le loro voracità e adattabilità devastano il nostro ecosistema.

Legalità del commercio
Fino a pochi anni fa arrivavano nei negozi prevalentemente le T. scripta elegans ed altre sottospecie endemiche degli Stati Uniti, mentre oggi il commercio di questa sottospecie non è più legale. Nei negozi è possibile trovare invece le T. scripta scripta.

Come riconoscerle
Le differenze principali tra le due sottospecie sono una marcata linea di color rosso collocata nei pressi delle orecchie che la Trachemys scripta elegans esibisce e la differente disposizione di macchie sul piastrone (parte inferiore del guscio): la T. s. elegans presenta una macchia scura per ogni scudo del piastrone.


Dove tenerle
La soluzione migliore per ospitare queste specie è quella di collocarle in un acquario dotato di una parte emersa. Ovviamente più saranno grandi gli animali, più la vasca che li ospiterà dovrà essere grande e il sistema di filtraggio potente, in quanto inquinano moltissimo l'acqua. Per una coppia giovane mi sento di consigliare una misura minima di 80x40x50 cm, che andrà poi spostata in una vasca di maggiori dimensioni da adulta. È possibile anche allevarle in laghetto all'esterno, avendo cura di ripararle in caso di gelo.


Ma torniamo alla tartarughiera: essa dovrà possedere un potentissimo filtraggio e dovrà avere un arredamento molto stabile, per evitare cedimenti vari che potrebbero intrappolare le tartarughe ed annegarle. È necessario l'uso di un termoriscaldatore che mantenga la temperatura dell'acqua stabile sui 25-26°C. La parte emersa, che dovrà essere di 1/3 della vasca, dovrà avere un faretto (spot) che mantenga una temperatura dell'aria sui 30°C, ed una lampada a raggi UV-B 5% da tenere accesa per 12-14 ore al giorno, per evitare problemi di fissazione del calcio dovuto a carenza di vitamina D3. La lampada va sostituita ogni 9-12 mesi, poiché dopo tale periodo la sua capacità di emettere raggi UV-B è notevolmente ridotta. Con un tale allestimento gli animali resteranno attivi durante tutto l'anno, viceversa andranno in bruma (letargo) con l'arrivo dell'inverno, e soprattutto per gli esemplari giovani non è per niente consigliabile perché morirebbero. Ribadisco ancora una volta che le varie vaschette e simil-vaschette di plastica non vanno assolutamente bene, se non per animali in cura.

Alimentazione
Contrariamente a quanto si crede, sono animali onnivori, che in natura si nutrono di pesce, insetti, vegetali, lombrichi, anfibi, piccoli mammiferi e piccoli uccelli (solo gli esemplari di Trachemys più grandi). Si deve quindi variare abbondantemente la dieta, con insalata, lombrichi, pesce, carne, insetti, ed il loro mangime (gammaridi) non deve diventare l'alimento base, onde evitare problemi al fegato.
Quanto alla frequenza dei pasti, le tartarughe piccole devono essere alimentate tutti i giorni, mentre le tartarughe adulte devono mangiare 3-4 volte alla settimana. La frequenza dei pasti va diminuita gradualmente durante la crescita della tartaruga. È importante non esagerare con l'alimentazione perché una delle principali cause di morte delle tartarughe è proprio l'eccesso di grasso contro il carapace.

Dimorfismo sessuale e riproduzione
Il sesso è riconoscibile quando la tartaruga è lunga 6-7 cm di carapace. I maschi hanno la coda più lunga e le unghie anteriori estremamente lunghe, fino a 3 cm, utilizzate per il corteggiamento. Le femmine sono generalmente più grosse ed hanno il piastrone piatto. La maturità sessuale viene raggiunta alla lunghezza di 10 cm per i maschi e 20 cm per le femmine.


Per ottenere la riproduzione è indispensabile che i riproduttori passino un periodo di bruma, in cui le temperature scendano GRADUALMENTE fino a raggiungere i 4°C. E' importante accertarsi che le tartarughe abbiano defecato regolarmente prima della bruma, in quanto eventuali residui di cibo andrebbero in putrefazione causando la morte degli animali. Durante questo periodo è estremamente importante che le temperature non scendano mai sotto i 4°C e non siano superiori ai 10°C, in quanto, se fossero troppo basse, si avrebbero danni da congelamento, e se fossero troppo alte il metabolismo consumerebbe tutte le riserve prima del previsto. Dopo la bruma, della durata massima di 20 settimane, le temperature dovranno essere riportate gradualmente a 25-26°C e i riproduttori dovranno essere alimentati. Dopo l'accoppiamento la femmina depone dalle 5 alle 20 uova ed il sesso dei nascituri può venir statisticamente determinato dalle temperature di incubazione: a temperature al di sotto dei 31°C nasceranno quasi tutti maschi, al di sopra o a 32°C quasi tutte femmine.


Articolo a cura di will.I.am

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